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Plus - Previdenza
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23 marzo 2021

Cos’è la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, come funziona e quali sono i requisiti per andare in pensione prima del previsto, alla luce delle ultime novità legislative.

La R.I.T.A. –  Rendita Integrativa Temporanea Anticipata – è una delle aree interessate dal Ddl Concorrenza recepita in pieno dalla Legge di Bilancio 2018. Ecco una guida pratica e veloce con tutto quello che occorre sapere per accedere a questo nuovo strumento.

R.I.T.A. un aiuto concreto in un mondo del lavoro sempre più flessibile

Oggi la flessibilità del mercato del lavoro riguarda non solo i giovani in cerca di occupazione, ma anche i lavoratori adulti che rischiano di ritrovarsi disoccupati e senza ancora aver maturato i requisiti per ricevere la pensione. In questo scenario e in un momento storico in cui il tema delle pensioni è centrale, la Legge di Bilancio 2018 ha favorito la semplificazione della R.I.T.A, uno strumento di flessibilità in uscita che consente di conseguire una rendita integrativa in caso di perdita del posto di lavoro e fino al conseguimento dell’età pensionabile.

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Cos’è la R.I.T.A.  e quali sono i requisiti per accedervi

La R.I.T.A. è dunque un reddito ponte percepito in attesa di ricevere la pensione di anzianità: in pratica, con cadenza mensile o trimestrale in baso a quanto stabilito, il lavoratore incassa un anticipo del capitale – o di parte di esso – accumulato negli anni precedenti con la previdenza complementare (ad esempio con il Fondo pensione aperto o PIP).

Per accedere alla R.I.T.A., i requisiti che i lavoratori dipendenti pubblici o privati devono possedere sono:

  • aver cessato l’attività lavorativa;
  • avere almeno 20 anni di contributi versati alla forma di previdenza obbligatoria;
  • avere maturato almeno 5 anni di versamenti ad una forma di previdenza complementare;
  • essere anagraficamente a meno di 5 anni dal raggiungimento della soglia di pensionamento d’anzianità, oppure;
  • essere disoccupati da almeno 24 mesi. In questo secondo caso si può ricorrere alla R.I.T.A. già a 10 anni dal pensionamento.

Richiedere la Rendita Integrativa Temporanea Integrata è semplice. È sufficiente sottoscrivere il modulo di richiesta appositamente realizzato e disponibile sul sito del Fondo Aperto o del PIP e allegare alla domanda la copia del documento di identità e del codice fiscale oltre alla documentazione indicata nel modulo stesso a seconda del caso a cui appartiene il lavoratore.

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Le differenze tra R.I.T.A. e Anticipo Pensionistico (APE)

Se con  R.I.T.A. il lavoratore ottiene semplicemente un anticipo di pensione ricorrendo alla propria posizione individuale maturata o a parte di essa senza  quindi dover restituire nulla, con l’APE (ovvero Anticipo pensionistico) volontaria il lavoratore ottiene un anticipo della pensione futura grazie a un vero e proprio prestito erogato da un istituto bancario (seppur attraverso l’INPS ) e garantito dalla stessa pensione di vecchiaia. In questo caso la restituzione del prestito inizierà dopo l’effettivo pensionamento con rate mensili che saranno decurtate dall’assegno pensionistico direttamente dall’INPS per i successivi venti anni.

Le agevolazioni fiscali della R.I.T.A.

La  R.I.T.A. beneficia anche di un regime di tassazione agevolato: alle rate della Rendita Temporanea si applica una ritenuta a titolo di imposta con aliquota del 15%, che diminuisce dello 0,30% per ogni anno di partecipazione alla forma pensionistica complementare eccedente il quindicesimo, con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali.

La R.I.T.A. costituisce insomma un significativo sostegno al reddito in attesa della pensione e vi possono accedere i lavoratori che abbiano aderito a fondi pensione o PIP. Aderire a una forma di previdenza complementare può rappresentare dunque uno strumento utile per gestire senza troppe preoccupazioni il passaggio alla pensione di vecchiaia, valorizzando a tal fine le contribuzioni versate negli anni dal lavoratore.

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