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Plus - Casa

Consigli per la sicurezza quotidiana

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8 maggio 2019

La tua casa è a prova di calamità naturali?

Come proteggere la nostra casa
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Maltempo, i numeri sono impressionanti: circa 5 eventi climatici devastanti verificatisi nel mondo ogni 2 giorni durante il 2018. Un recente studio ha infatti contato 850 calamità naturali, terremoti esclusi: soprattutto alluvioni, inondazioni, frane (nel 46% dei casi), ma anche uragani, tempeste (42%) e incendi. Italia: 20 milioni di euro di danni tra Portofino e Santa Margherita Ligure. Tromba d'aria in provincia di Pisa: decine di tetti scoperchiati, alberi sradicati e abitazioni evacuate. Due milioni di alberi abbattuti in 24 ore da una tromba d'aria in Trentino. Sono solo alcuni dei titoli apparsi lo scorso anno sui giornali italiani. Eventi naturali disastrosi - purtroppo sempre più frequenti - collegati a fenomeni meteorologici estremi e intensi, riconducibili ai cambiamenti climatici.

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Il Medicane, l’uragano mediterraneo

Ormai sempre più spesso gli eventi climatici estremi interessano anche zone del pianeta con climi temperati, tanto che alcuni studiosi hanno coniato la nuova espressione Medicane (Mediterranean hurricane) per indicare questi cicloni finora inediti alle nostre latitudini. I Medicane hanno origine al termine dell'estate dal contrasto tra le prime correnti di aria fredda e le temperature relativamente alte del bacino del Mediterraneo. Uno degli ultimi Medicane, particolarmente intenso, ha interessato a fine settembre 2018 la Sicilia meridionale e orientale e la Calabria: venti ben sopra ai 100 km/h, temporali e mareggiate con onde alte fino a 4 metri.

 

Consapevolezza per affrontare ogni rischio

2018 – Cronaca di un'emergenza annunciata: titola così la ricerca realizzata da Legambiente in collaborazione con il Gruppo Unipol. Lo scorso anno in tutta la penisola si sono verificati 148 eventi estremi tra cui 66 allagamenti per le piogge intense, 20 esondazioni fluviali, 41 casi di danni da trombe d’aria, 23 di danni alle infrastrutture. Coinvolti ben 264 comuni, per citarne solo alcuni: a maggio a Siamanna, in provincia di Oristano, esondazioni e allagamenti hanno danneggiato numerose abitazioni e infrastrutture. A ottobre in Liguria a Loano il vento ha raggiunto 180 km orari, mentre tra Genova e La Spezia la mareggiata ha danneggiato la linea ferroviaria. A novembre a Terracina, in provincia di Latina, gli allagamenti seguiti alla pioggia intensa hanno costretto molte persone ad abbandonare le proprie case, mentre 3000 abitazioni sono rimaste senza energia elettrica. Ad aggravare questa situazione, la fragilità del nostro territorio che, nel 91% dei comuni, è a rischio di dissesto idrogeologico (Ispra, 2017), con più di 3 milioni di famiglie che vivono in aree ad alta vulnerabilità. Ben il 16,6% del suolo nazionale è mappato nelle classi a maggiore pericolosità per frane e alluvioni.

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Come proteggersi da eventi catastrofali?

Se la consapevolezza è ancora scarsamente diffusa in Italia, dove l'83% delle famiglie pur vivendo in aree critiche non sa di essere esposta a eventi catastrofali (indagine GFK Eurisko), la cultura della prevenzione lo è ancora meno. Quasi il 55% delle abitazioni in Italia è esposto a elevato rischio idrogeologico. Con questo termine si intende una vulnerabilità del territorio, dovuta a particolari aspetti geologici o di corsi fluviali in conseguenza di particolari condizioni ambientali, a condizioni atmosferiche 
meteorologiche e climatiche che interessano le acque piovane e il loro ciclo idrologico, con possibili conseguenze sull'incolumità della popolazione e sulla sicurezza di servizi e attività su un dato territorio. Uno strumento utile a conoscere le caratteristiche geomorfologiche dell’area in cui si abita è la "Mappa dei rischi dei comuni italiani" (Istat) che rende disponibile dati precisi sul rischio sismico, idrogeologico e vulcanico riguardanti gli oltre 8.000 comuni. Se invece si è titolari di un’impresa lo strumento utile a calcolare il rischio è Derris, il primo progetto europeo rivolto alle piccole e medie imprese per la riduzione dei rischi causati da eventi climatici estremi, che mette a disposizione uno strumento di auto-valutazionedei rischi e di prevenzione.
Una volta noto il livello di rischio naturale del nostro territorio cerchiamo di verificare lo stato del nostro edificio: capire ad esempio lo stato di conservazione del tetto, la tenuta degli infissi, la presenza di danni o crepe nelle facciate e nelle pareti interne, mantenere puliti gli scarichi delle acque. Però questo può non essere sufficiente per metterci al riparo dalle conseguenze di eventi disastrosi che spesso si verificano in maniera repentina e al di fuori del nostro controllo. Occorre essere più consapevoli sui rischi e sviluppare una cultura della prevenzione

Sebbene per gli italiani la casa sia un bene prezioso - più del 70% vive in case di proprietà, rispetto al 51% dei tedeschi e al 64% dei francesi - le polizze a protezione della casa dagli eventi catastrofali rimangono agli ultimi posti tra le voci di spesa. Nel nostro territorio solo 1 abitazione su 50 è coperta da una polizza assicurativa contro gli eventi naturali. Decidere di stipulare una polizza assicurativa dotata delle giuste garanzie può invece limitare le disastrose conseguenze che tali eventi hanno sulla propria casa, permettendo di affrontarli in tempi rapidi e con maggiore tranquillità.
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