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SOSTENIBILITÀ – INVESTIMENTI E PRODOTTI

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Con l’obiettivo di rafforzare la protezione per gli investitori finali e migliorare l’informativa a loro destinata, Unipolsai, in conformità alle prescrizioni del Regolamento (UE) 2019/2088, dà evidenza delle modalità di integrazione dei rischi di sostenibilità nei processi decisionali di investimento, di inclusione della considerazione degli effetti negativi per la sostenibilità degli investimenti stessi, di promozione delle caratteristiche ambientali o sociali nei propri prodotti.
Nel pieno rispetto delle esigenze dei clienti, le informative sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari qui presentate intendono contribuire a ridurre e superare quell’asimmetria informativa che nasce dal disallineamento delle competenze esistenti tra clienti e Compagnie assicurative e dal livello di complessità che caratterizza il settore.
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La politica strategica degli investimenti di UnipolSai definisce l’attività d’investimento sull’intero patrimonio della Compagnia, in funzione della natura, della portata e della complessità dei rischi inerenti all’attività aziendale, secondo principi di prudenza. In tale contesto, essa stabilisce, tra l’altro, la composizione strategica di medio-lungo periodo dei portafogli d’investimento e definisce le linee guida per le attività di investimento responsabile, al fine di identificare e gestire specifici rischi che assumono rilievo con riferimento ai Fattori ESG (Enviromental, Social and Governance) e supportare finanziariamente uno sviluppo sostenibile.

I Fattori ESG rappresentano aspetti di rilievo da considerare, sia nell’ottica di un migliore presidio del rischio che in quella della più efficace individuazione di ambiti di attività in grado di creare valore nel lungo periodo, rispondendo alle istanze sociali, ambientali e di governance maggiormente rilevanti. L’inclusione proattiva dei Fattori ESG nel processo di investimento consente di raggiungere rendimenti finanziari a lungo termine adeguati al rischio. 

In questo contesto, la Compagnia gestisce i rischi di sostenibilità (ossia eventi o condizioni di tipo ambientale, sociale o di governance che, se si verificano, potrebbero provocare un significativo impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell’investimento) attraverso la definizione dei criteri e processi decisionali che sono dettagliati nelle “Linee Guida per le attività di investimento responsabile” approvate dal Consiglio di Amministrazione (le “Linee Guida”).

Tali Linee Guida sono parte del più ampio sistema di gestione dei rischi della Compagnia, nell’ambito del quale i rischi ambientali, sociali e di governance connessi alle diverse aree di attività sono identificati, valutati, gestiti e monitorati.

UnipolSai presidia i rischi di sostenibilità negli investimenti finanziari attraverso l’inclusione proattiva dei Fattori ESG nei relativi processi decisionali di investimento, riferiti ai Portafogli e a determinate classi di attivi ad essi sottostanti secondo quanto riportato nelle Linee Guida.

Con riferimento ai Portafogli Vita Classe C - anche relativi a assicurazioni vita o capitalizzazioni rivalutabili di cui ai rami I e V dell’art. 2, comma 1, del D.lgs. 209/2005 e a PIP attuati mediante tali contratti -  tale approccio  comporta l’integrazione ex ante dei criteri ESG nelle scelte di investimento, mediante l’adozione delle seguenti strategie di investimento sostenibile e responsabile:

  1. Screening basato su Convenzioni internazionali (Norm-based Screening), utile alla definizione dei criteri di esclusione conduct-based;
  2. Esclusioni product-based e conduct-based.
    1. L’attività di valutazione dell’ammissibilità degli Emittenti è svolta con il supporto di un provider specializzato che realizza un’analisi delle performance ESG utilizzando una metodologia definita congiuntamente con le competenti strutture del Gruppo sulla base di norme e standard internazionali quali, tra gli altri, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, le Convenzioni ILO, lo United Nations Global Compact e le Linee Guida OCSE destinate alle imprese multinazionali.

      L’analisi extrafinanziaria sui fattori ESG consente di monitorare e valutare i potenziali ambiti dei rischi di sostenibilità e, in particolare:

      1. gli eventi connessi ad aspetti ESG che generano rischi legali e/o reputazionali, ad esempio in relazione alla presenza di accuse e processi che coinvolgono gli emittenti considerati, con potenziale impatto sul valore del titolo;
      2. la condotta ESG degli emittenti, verificando quanto questi ultimi siano impegnati a definire presidi (quali ad esempio business ethics e relativa supervisione, proattiva supervisione del modello di rischio e relativo collegamento alla strategia, strumenti di gestione e controllo, supervisione del board, cultura aziendale, accountability) che possano evitare o mitigare gli eventi connessi ad aspetti ESG;
      3. la capacità degli emittenti di gestire gli aspetti ESG che possono determinare vantaggi o svantaggi competitivi, ad esempio la capacità o meno di prevenire evoluzioni normative e di contesto connesse alla gestione degli aspetti ESG.

    A partire dalla rilevazione di tali ambiti, il Gruppo sta consolidando un modello che consente di valutare gli impatti negativi dei rischi di sostenibilità sul valore degli investimenti, definendo così un sistema di monitoraggio e controllo periodico volto al contenimento e mitigazione di tali rischi, anche grazie ad un continuo processo di apprendimento e crescita di consapevolezza nella gestione degli stessi.

    Un’attenzione particolare è riservata al cambiamento climatico, che rappresenta uno dei più rilevanti fattori di rischio di sostenibilità; in merito a questo UnipolSai ha avviato un’analisi di scenario sul portafoglio di investimenti sulla base degli scenari delineati dal Network for Greening the Financial System (NGFS).

    Qualora gli emittenti nei quali investire svolgano o siano coinvolti in attività o pratiche non compatibili con l’approccio alla sostenibilità e gli obiettivi di gestione del rischio di UnipolSai, il sistema di presidio prevede l’esclusione degli stessi.

    Nel caso di Emittenti Corporate sono previste due tipologie di esclusioni, di seguito descritte.

    Esclusioni conduct-based

    Sono esclusi gli investimenti in Emittenti Corporate che, nello svolgimento della loro attività principale, siano coinvolti in:

    • violazione dei diritti umani e dei lavoratori;
    • sfruttamento delle risorse naturali che non tenga nel dovuto conto i relativi impatti ambientali;
    • utilizzo sistematico della corruzione nella gestione del business.

    Esclusioni product-based

    Sono esclusi gli investimenti in Emittenti Corporate coinvolti in:

    • produzione di armi non convenzionali (armi nucleari, bombe a grappolo, mine anti-uomo, armi chimiche, armi biologiche);
    • gioco d’azzardo (almeno 20% del fatturato);
    • estrazione di carbone;
    • generazione di energia elettrica da carbone termico.

    Per quanto riguarda le esclusioni degli Emittenti Governativi, la Compagnia ritiene non sostenibile investire in titoli di Stato emessi da Paesi in cui si verificano gravi violazioni dei diritti umani o politiche predatorie nei confronti delle risorse ambientali con impatto globale.

    Per quanto riguarda i Portafogli Classe D (riferibili a assicurazioni vita Unit Linked e Index Linked) di cui al ramo III dell’art. 2, comma 1, del D.lgs. 209/2005,  a PIP attuati mediante tali contratti e Fondi Pensione Aperti), essi sono oggetto di un’attività di monitoraggio ex post sugli investimenti diretti agli stessi sottostanti, volta a verificare in che misura rispettano i criteri ESG definiti dalle Linee Guida, controllare i rischi di sostenibilità connessi a detti investimenti e, di conseguenza, ai prodotti cui tali investimenti sono sottostanti. Inoltre, UnipolSai ha definito e gestisce specifiche opzioni di investimento che invece integrano i Fattori ESG nei criteri di selezione degli emittenti e di gestione degli investimenti, come previsto dai regolamenti della specifica opzione.

    Gli ulteriori dettagli sulle politiche di gestione dei rischi di sostenibilità nei processi decisionali relativi agli investimenti, anche per quel che riguarda il sistema di ruoli e responsabilità che definisce e presidia le politiche stesse, sono contenuti nelle Linee Guida

    Introduzione

    La sostenibilità per UnipolSai Assicurazioni S.p.A (“UnipolSai” o la “Compagnia”) rappresenta un driver di scelta integrato in tutte le decisioni aziendali, a partire dalla definizione della propria identità, della governance, dei rischi generati e subiti, della gestione dell’insieme delle attività, da quelle commerciali al personale, dai rapporti con i fornitori a quelli con la comunità.

    Anche nell’ambito della propria attività di investimento, UnipolSai ritiene che le problematiche ambientali, sociali e concernenti il personale, il rispetto di diritti umani e la lotta alla corruzione (i “fattori di sostenibilità”) rappresentino aspetti di particolare rilievo da considerare, sia nell’ottica di un migliore presidio del rischio che in quella della più efficace individuazione di ambiti di attività in quanto idonei a creare valore nel lungo termine, a beneficio degli Azionisti, tenendo conto degli interessi degli altri stakeholder rilevanti per la Compagnia.

    In tale contesto, in conformità alle Linee Guida del Gruppo Unipol per le attività di investimento responsabile (le “Linee Guida”) – approvate per la prima volta dal Consiglio di Amministrazione della Società nel dicembre 2019 e da ultimo aggiornate nel febbraio 2021 – e coerentemente con il perimetro ivi definito al paragrafo 2.2 fatta eccezione per gli investimenti per cui è previsto solo monitoraggio ex-post (il “perimetro di investimento definito”), UnipolSai considera i principali effetti negativi delle proprie decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità (gli “Effetti Negativi”).

    In particolare, con riferimento agli investimenti finanziari, la Compagnia si impegna a presidiare gli Effetti Negativi attraverso un processo di dovuta diligenza volto a identificare, prevenire e mitigare tali effetti, verificando e valutando l’approccio degli emittenti ai principi di condotta responsabile.

    La presente è la prima dichiarazione sui principali Effetti Negativi di UnipolSai.

    Descrizione dei principali Effetti Negativi

    In coerenza con le predette Linee Guida, e in relazione al perimetro di investimento ivi definito, la Compagnia identifica nel cambiamento climatico uno dei più rilevanti fattori di rischio di sostenibilità e, insieme, uno degli ambiti più significativi nei quali si possono determinare gli Effetti Negativi.

    La Compagnia ha inoltre identificato alcuni ulteriori Effetti Negativi come prioritari in relazione agli emittenti corporate, quali in particolare:

    • la violazione dei diritti umani e dei lavoratori;
    • lo sfruttamento delle risorse naturali che non tenga nel dovuto conto i relativi impatti ambientali;
    • l’utilizzo sistematico della corruzione nella gestione del business;
    • la produzione di armi non convenzionali (armi nucleari, bombe a grappolo, mine anti-uomo, armi chimiche, armi biologiche);
    • la pratica del gioco d’azzardo.

    In relazione agli emittenti governativi, la Compagnia considera come principali Effetti Negativi le gravi violazioni dei diritti umani e le politiche predatorie nei confronti delle risorse ambientali con impatto globale.

    Per monitorare le performance ESG degli emittenti sono utilizzati (dai provider di riferimento, vedi infra) numerosi indicatori volti a considerare gli Effetti Negativi, come sopra descritti. Tra questi rientrano:

    • emissioni di CO2;
    • carbon footprint;
    • rating dell’allineamento futuro (“forward-looking”) delle strategie degli emittenti agli obiettivi globali di contrasto al cambiamento climatico;
    • consumo di energia;
    • consumo di acqua;
    • produzione di rifiuti (pericolosi e non pericolosi);
    • presenza di impegni formali al rispetto dei diritti umani;
    • accuse di violazioni dei diritti umani;
    • presenza di politiche specifiche per garantire equità di trattamento tra uomini e donne;
    • processi attuali e/o condanne per corruzione;
    • esposizione alle armi controverse;
    • esposizione al gioco d’azzardo.

    Descrizione delle azioni intraprese e delle azioni pianificate per evitare o ridurre i principali Effetti Negativi identificati

    In merito al cambiamento climatico, le Linee Guida definiscono un insieme di azioni per ridurre gli Effetti Negativi, e in particolare:

    • misurazione e monitoraggio della cd. “impronta di carbonio” del perimetro di investimento definito e valutazione dell’allineamento futuro agli obiettivi dell’Accordo di Parigi (Climate alignment) in ottica forward-looking, per meglio comprendere quali sono i settori e gli emittenti che determinano i principali Effetti Negativi in questo ambito e definire le ulteriori conseguenti azioni;
    • definizione di esclusioni “selettive” degli emittenti corporate: riconoscendo l'impatto particolarmente nocivo dell’utilizzo del carbone come fonte termica sul clima, la Compagnia esclude a priori dai nuovi investimenti quelli in emittenti corporate che traggono il 30% e oltre dei loro ricavi dalle attività di estrazione di carbone o di generazione di energia elettrica da carbone termico, e che non dimostrino un posizionamento sufficientemente ambizioso in termini di transizione del business verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Per misurare tale posizionamento sono utilizzati specifici indicatori e rating di tipo forward-looking forniti da agenzie di ricerca specializzate;
    • esclusione degli emittenti governativi che attuano politiche predatorie nei confronti delle risorse ambientali con impatto globale.

    Inoltre, al fine di raggiungere la neutralità climatica del portafoglio, il Gruppo Unipol (il “Gruppo”), di cui è parte la Compagnia, ha programmato una riduzione periodica della soglia dei ricavi da carbone termico degli emittenti corporate investiti ritenuta ammissibile, prevedendo di completare il disinvestimento dal carbone entro il 2030. Tale orizzonte potrà essere modificato rispetto a quanto programmato in base alla velocità di risposta dei mercati finanziari. La Compagnia inoltre supporta, attraverso investimenti tematici, la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, destinando risorse a fondi che investono in progetti per il contrasto al cambiamento climatico e la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi terrestri, marini e d’acqua dolce.  

    In merito agli altri Effetti Negativi identificati, si adotta una strategia di esclusione volta ad evitare di investire in emittenti corporate ed emittenti governativi che ne sono responsabili.

    In tale scenario, qualora la Compagnia, in relazione al perimetro di investimento definito, rilevi la presenza di un emittente che non è più conforme ai criteri di ammissibilità definiti, avvia un percorso di monitoraggio ed approfondimento, della durata massima di due anni, all’inizio del quale comunica all’emittente la sua non conformità e le relative ragioni, e durante il quale verifica presso lo stesso il permanere o il venire meno delle ragioni di non conformità. Qualora le ragioni di non conformità permangano al termine del percorso di valutazione, la Compagnia considera la possibilità di procedere all’eventuale alienazione dei titoli di detto emittente.

    Descrizione delle politiche relative alla individuazione e prioritizzazione dei principali Effetti Negativi

    L’individuazione dei principali Effetti Negativi è inserita nel più ampio sistema di presidio dei rischi ESG attivo nel Gruppo. Tale sistema  tiene conto sia dei c.d. rischi subiti – ossia degli eventi che rappresentano un rischio per il Gruppo che non ha leve per incidere sul loro verificarsi, ma può solo agire per presidiarli, prevenendone o mitigandone le conseguenze o per trasformarli in opportunità – sia dei c.d. rischi generati (tra i quali rientrano gli Effetti Negativi), cioè degli eventi le cui cause scatenanti sono direttamente collegate all’operatività del Gruppo, rispetto ai quali quest’ultimo ha leve per prevenirne il verificarsi o mitigarne le conseguenze nel caso si verificassero.

    Tra gli strumenti che concorrono a individuare e aggiornare costantemente gli aspetti ESG rilevanti rispetto alle attività della Compagnia vi sono:

    • l'Osservatorio Reputational & Emerging Risk, un presidio strutturato sui rischi emergenti e reputazionali volto ad anticipare i trend per prevenire tali rischi e cogliere le future opportunità di business, che garantisce un ascolto sistematico dei segnali di cambiamento dell’ambiente esterno;
    • la Politica in materia di gestione dei rischi, che individua, tra i principali ambiti di rischio ESG, il cambiamento climatico, la violazione dei diritti umani e dei lavoratori, il danno ambientale e l’impatto negativo sull'ambiente e i comportamenti in violazione dell'integrità della condotta aziendale.

    Le suddette indicazioni di livello generale sono declinate, con specifico riferimento all’attività di investimento della Compagnia, nelle Linee Guida - come sopra evidenziato - e promuovono, tra l’altro, l’integrazione dei fattori ESG nell’analisi degli investimenti e nel relativo processo decisionale, nonché nei criteri di selezione degli emittenti e nella gestione degli investimenti stessi.

    L’integrazione dei fattori ESG è presidiata anche attraverso il supporto di un consulente specializzato indipendente, che analizza costantemente le performance ESG degli emittenti oggetto di investimento. Più in particolare, il provider realizza le proprie analisi sulla base di una metodologia definita congiuntamente con le competenti strutture della Compagnia e basata sulle norme e standard internazionali riconosciuti in materia (v. infra). Tale metodologia prevede il ricorso a indicatori non finanziari quantitativi e qualitativi (oltre 80) che, tra gli altri aspetti, rilevano i potenziali Effetti Negativi derivanti dall’attività di investimento negli emittenti analizzati. Tra quelli citati, rientrano anche indicatori di carattere settoriale, cioè ponderati specificamente in base ai diversi settori e alle diverse aree geografiche di appartenenza degli emittenti di riferimento.

    Le Linee Guida, inoltre, definiscono puntualmente i ruoli e le responsabilità degli attori aziendali coinvolti nel processo di definizione e implementazione. In tale contesto, tra l’altro, la Direzione Finanza della Compagnia è responsabile della loro attuazione in relazione all’attività finanziaria e, con il contributo della Funzione Sustainability e del Chief Risk Officer di UnipolSai, definisce strumenti e presidi al fine di garantire un’efficace applicazione delle Linee Guida stesse e degli obiettivi generali in esse contenuti nella sua attività di selezione ed esclusione degli emittenti. In particolare, nello svolgimento delle proprie attività e con il supporto degli strumenti di cui si è appositamente dotata, la Direzione Finanza di UnipolSai effettua un controllo di primo livello sull’applicazione delle Linee Guida.

    Politiche di impegno

    La Compagnia, pur ritenendo che non sussistano, allo stato, i presupposti per l’adozione di una politica di impegno ai sensi dell’articolo 3–octies della Direttiva 2007/36/CE, come indicato nel documento “Comunicazioni al pubblico in materia di trasparenza degli investitori istituzionali”, pubblicato sul proprio sito web, ha individuato, attraverso le Linee Guida, ambiti in cui è opportuno realizzare attività di engagement.

    In particolare UnipolSai può svolgere:

    • attività di engagement sui Fattori ESG in collaborazione con altri investitori, nei casi in cui ritenga che l'azione collettiva da parte di istituzioni con interessi coincidenti possa migliorarne i risultati;
    • attività di engagement diretto (c.d. one-to-one) sui Fattori ESG in occasione di eventi dedicati all’approfondimento della strategia delle aziende oggetto di investimento.

    Inoltre, qualora dovessero risultare nel perimetro di investimento definito emittenti non più conformi ai criteri di ammissibilità definiti nelle Linee Guida, UnipolSai comunica agli stessi la loro non conformità e le relative ragioni, avviando il percorso di monitoraggio e approfondimento descritto sopra.

    Riferimenti alle norme internazionali

    Il Gruppo sostiene ed è parte di uno sviluppo economico e sociale che si pone l’obiettivo di garantire un futuro sostenibile anche per le prossime generazioni. A questo fine il Gruppo: ha sottoscritto i Principi di Investimento Responsabile delle Nazioni Unite (UN PRI), un’iniziativa volontaria di grandi investitori con l’obiettivo di promuovere l’investimento sostenibile e responsabile; ha aderito al Global Compact, un’iniziativa delle Nazioni Unite nata nel 1999 per incoraggiare le aziende di tutto il mondo ad adottare politiche sostenibili; aderisce a Climate Action 100+, una partnership di azionariato attivo collettivo promossa dagli investitori per coinvolgere le aziende più inquinanti in termini di emissioni di gas a effetto serra al fine di ridurre le emissioni stesse, e al Talanoa Call for Action, una dichiarazione di governi e aziende che si impegnano a rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi; supporta la Task Force on Climate Related Financial Disclosure (TCFD) che promuove la trasparenza sui rischi e gli impatti dei cambiamenti climatici sul business.

    La metodologia descritta sopra per l’analisi delle performance ESG finalizzata a considerare i principali Effetti Negativi, sulla base della quale la Compagnia svolge l’attività di valutazione dell’ammissibilità degli emittenti, si fonda inoltre sulle seguenti norme e standard internazionali:

    Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;

    • Convenzioni ILO - Organizzazione Internazionale del Lavoro;
    • United Nation Global Compact;
    • Linee Guida OCSE destinate alle imprese multinazionali;
    • Principles for Responsible Investment (UN PRI);
    • Global Reporting Initiative;
    • Linee guida di ICCR - Interfaith Center on Corporate Responsibility;
    • UNFCCC - Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici;
    • Convenzione per la Diversità Biologica;
    • Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie di Fauna e Flora Selvatiche minacciate di estinzione;
    • Convenzione per la Protezione dello Strato d’Ozono;
    • Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e della loro eliminazione.


    Il perseguimento del successo sostenibile è un obiettivo di lungo termine del Gruppo Unipol, che ha fatto della sostenibilità un driver di scelta integrato in tutte le decisioni aziendali.

    Il Piano strategico del Gruppo Unipol “Mission Evolve” per il triennio 2019 – 2021 (il “Piano strategico”) contempla tra i propri obiettivi, sostenuti da tutte le Società del Gruppo stesso, la creazione di valore condiviso e il contributo allo sviluppo sostenibile, a partire dalla convinzione che le opportunità e il benessere dei clienti e delle persone che ogni giorno interagiscono con tali Società siano condizioni necessarie alla capacità di sviluppo sul mercato e al successo sostenibile del Gruppo stesso. Questa visione è supportata e completata dall’integrazione dei rischi relativi a temi ESG (ambientali, sociali e di governance) rilevanti per il Gruppo nell’ambito del Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.

    In tale scenario, il Piano strategico orienta sia l’orizzonte delle politiche in materia di remunerazione, sia gli obiettivi e le condizioni di performance sottostanti, proiettandone effetti e benefici su traguardi sostenibili. In particolare, le Politiche di Remunerazione sono definite su un orizzonte temporale di lungo termine, mediante sistemi di incentivazione variabile che prevedono meccanismi di differimento e bilanciamento tra bonus corrisposti in forma monetaria e bonus corrisposti mediante strumenti finanziari: questi elementi, nel contribuire all’allineamento tra gli interessi del management e quelli degli Azionisti, nel quadro di una sana e prudente gestione dei rischi, favoriscono il raggiungimento degli obiettivi di business e sviluppo sostenibile.

    Nello specifico, nell’ambito delle Politiche in materia di remunerazione del personale Dirigente del Gruppo Unipol adottate per il triennio, è stato integrato il parametro volto a misurare il successo sostenibile per la determinazione della retribuzione di lungo periodo, con l’introduzione dell’obiettivo del mantenimento dell’indice di reputazione – così come calcolato nell’ambito del Progetto di “Reputation Management” del Gruppo in base al modello RepTrak® – in misura superiore alla media di mercato, quale indicatore della complessiva corretta gestione verso tutti gli stakeholder. La scelta di un indicatore di tipo “intangibile” è stata effettuata per maggiore coerenza con la natura dell’attività principale di business, nonché con la possibilità di tutti di concorrere all’obiettivo.

    Il modello di valutazione dell’indicatore di profilo reputazionale considera tra gli elementi chiave di misurazione le performance di sostenibilità, quali il benessere dei propri dipendenti, l’adozione di una governance etica e trasparente, il contributo agli obiettivi di contrasto al cambiamento climatico e di protezione dell’ambiente. La capacità di presidiare i rischi di sostenibilità nell’attività di investimento e di supportare, come attore del sistema finanziario, l’attuazione dell’Agenda ONU 2030 e la transizione verso un’economia sostenibile sono evidenziati come aspetti di significativo rilievo per proteggere la reputazione del Gruppo.

    Il Gruppo Unipol continuerà a rafforzare il ruolo degli obiettivi e delle performance di sostenibilità nelle politiche di remunerazione, in coerenza con l’evoluzione del prossimo ciclo di pianificazione strategica.

    Per pronto riferimento si riporta di seguito il link alla Relazione sulla remunerazione https://www.unipolsai.com/it/governance/sistema-di-corporate-governance/relazione-sulla-remunerazione.

    Il Gruppo Unipol, nell’ambito di un impegno quasi trentennale di attenzione ai temi sociali e ambientali, nel settore degli investimenti ha adottato fin dal 2012 una metodologia trasparente volta al presidio dei temi e dei rischi ESG (Environmental, Social, Governance). Nel 2017 il Gruppo Unipol ha aderito agli UN PRI (United Nations Principles for Responsible Investment), che rappresentano gli standard più autorevoli nell’ambito della finanza sostenibile, e nel 2019 ha pubblicato le proprie “Linee Guida per le attività di investimento responsabile” (le “Linee Guida”) con cui ha definito pubblicamente in proprio impegno nell’integrare i fattori ESG nell’analisi degli investimenti e nel relativo processo decisionale, nei criteri di selezione degli emittenti e nella gestione degli investimenti stessi.

    Il prodotto di investimento assicurativo UnipolSai Investimento MixSostenibile (di seguito anche “MixSostenibile”) rappresenta un ulteriore passo nell’impegno volto a promuovere una crescita sostenibile nel lungo periodo, inclusiva e rispettosa dell’ambiente. UnipolSai Investimento MixSostenibile è una soluzione assicurativa vita multiramo, collegata alla Gestione separata FONDIREND (la “Gestione separata”) e al Fondo interno ESG UnipolSai (il “Fondo interno”).

    La ripartizione dell’investimento in MixSostenibile relativamente ai premi versati è effettuata per il 60% nella Gestione separata e per il rimanente 40% nel Fondo interno.

    MixSostenibile promuove, tra le altre, caratteristiche sociali e ambientali, attraverso entrambi i propri sottostanti. Le caratteristiche promosse da questo prodotto consistono nell’investire in aziende e Paesi che rispettano l’ambiente e le persone, valutando il comportamento degli emittenti attraverso rating specifici sulle dimensioni ambientale, sociale e di buon governo societario.

    Nella storica Gestione separata FONDIREND sono infatti integrati anche i fattori ESG nei criteri di selezione e di gestione degli investimenti diretti, mentre il nuovo Fondo interno ESG UnipolSai è stato istituito appositamente ed adotta uno stile di gestione flessibile teso a selezionare gli strumenti finanziari con le migliori prospettive di rendimento, ponderate per il rischio, che soddisfino i criteri di selezione rivolti ad una valutazione della responsabilità ESG.

    Con riferimento sia agli investimenti diretti sottostanti alla Gestione separata, sia al Fondo interno è stato adottato un approccio sistematico agli investimenti ESG in considerazione di criteri basati sulle disposizioni in materia, ancora in completamento e soggette a possibili future evoluzioni.

    L’utilizzo dei fattori ESG nel processo di investimento favorisce una gestione efficiente degli elementi di rischio del portafoglio, anche in contesti caratterizzati da elevata volatilità. I fattori ESG rappresentano aspetti di rilievo da considerare, sia nell’ottica di un migliore presidio del rischio che in quella della più efficace individuazione di ambiti di attività in grado di creare valore rispondendo alle istanze sociali e ambientali maggiormente rilevanti; l’inclusione proattiva di questi fattori nel processo di investimento favorisce il raggiungimento di rendimenti finanziari a lungo termine adeguati al rischio.

    L’integrazione dei fattori ESG è presidiata attraverso il supporto di un consulente specializzato, che analizza costantemente gli emittenti e gli strumenti finanziari sottostanti al prodotto per verificare che rispettino gli standard ambientali, sociali e di governance con riferimento alle norme e agli standard internazionali riconosciuti, in coerenza con le “Linee Guida” per la Gestione separata e con quanto previsto in materia dal rispettivo Regolamento per il Fondo interno.

    Il metodo di selezione degli investimenti diretti sottostanti alla Gestione separata avviene in base al rating ESG assegnato agli emittenti che, se ritenuto insoddisfacente, comporta l’esclusione dell’emittente stesso; la metodologia di analisi tiene conto anche del possibile coinvolgimento in situazioni controverse legate agli aspetti ambientali, sociali e di governance. Risultano escluse in questo modo le aziende che mostrano una scarsa attitudine strategica a lungo termine, una gestione operativa debole e un contributo inefficace o negativo alla società e all'ambiente.

    Per la selezione delle imprese nelle quali investire sono tenuti in considerazione elementi di tipo ambientale quali la presenza di una strategia e di una politica di gestione che tenga in considerazione l’impatto ambientale dei propri processi produttivi; di tipo sociale, come la qualità delle relazioni instaurate tra l’impresa e tutti i suoi stakeholder; di governance (struttura organizzativa, posizionamento di mercato, situazione regolamentare e politica dei Paesi nei quali l’impresa opera). Per quanto riguarda gli emittenti vengono esclusi gli investimenti in società che, nello svolgimento della loro attività principale, siano coinvolti in violazioni dei diritti umani e dei lavoratori, sfruttamento delle risorse naturali che non tenga nel dovuto conto i relativi impatti ambientali, utilizzo sistematico della corruzione nella gestione del business. Sono inoltre previste specifiche esclusioni settoriali, riguardanti gli emittenti che producono armi non convenzionali, che sono coinvolti nel gioco d’azzardo, che sono coinvolti nella estrazione di carbone o nella generazione di energia da carbone termico.

    Le analisi sono effettuate sulla base di una serie di fonti affidabili e pubblicamente disponibili, per creare un approccio trasferibile, equo e verificabile, utilizzando ove possibile informazioni oggettive facilmente misurabili e quantificabili. Tra le fonti utilizzate per l’analisi vi sono diversi tipi di rendicontazione messi a disposizione dalle aziende, dati forniti dalle autorità di regolamentazione dei Paesi dove le aziende operano, media e servizi di news, contenuti forniti da organizzazioni non profit nazionali e internazionali.

    Anche l’ammissibilità degli emittenti governativi viene effettuata in base al rating ESG attribuito, escludendo i Governi che non sono conformi a numerosi trattati e convenzioni che rappresentano gli standard internazionali maggiormente riconosciuti nelle aree ambientale, sociale e di governance. Con riferimento ai Paesi emittenti sono tenuti in considerazione elementi di tipo ambientale (ratifica delle principali convenzioni in materia di tutela ambientale), sociale (ratifica delle principali convenzioni in materia di rispetto dei Diritti dell’Uomo e dei Diritti dei Lavoratori) e di governance (valutazione del contesto istituzionale del Paese in termini di presenza di istituzioni democratiche, libertà economica, livello di corruzione).

    Per quanto riguarda gli OICR sottostanti al Fondo interno, essi sono selezionati all’interno di un universo investibile interamente considerato come compatibile al rispetto dei criteri ESG, secondo la valutazione del consulente esterno specializzato in tale attività. La metodologia ha l’obiettivo di garantire che il portafoglio di investimento dei clienti sia coerente con i principi economici, sociali e ambientali richiesti dagli investitori, individuando gli OICR che:

    • investono in società che prestano una particolare attenzione al rispetto degli esseri umani e/o dell'ambiente (diritti umani, diritti del lavoro e dell'ambiente);

    • investono in società la cui attività può contribuire a migliorare la qualità della vita (ad esempio i fondi “green”); • escludono dai loro investimenti le società operanti in settori considerati controversi;

    • escludono dai loro investimenti le società che operano con scarso rispetto della normativa e delle best practice ambientali, sociali e di corporate governance.

    Al 31 dicembre 2020, gli investimenti diretti sottostanti la Gestione separata che soddisfano, secondo i suindicati criteri, i criteri ESG promuovendo caratteristiche sociali e ambientali, rappresentano l’84,8% del totale attivi della Gestione separata stessa. Per quanto riguarda gli OICR sottostanti al Fondo interno, il 100% degli investimenti rispetta i criteri ESG secondo la metodologia sopra descritta.

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