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Plus - Mobilità

cosa devi sapere per viaggiare in sicurezza

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7 settembre 2017
Problemi con l’auto?
Scopri come risolverli
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1. Come comportarsi quando si sbaglia carburante

Prima che arrivasse la benzina verde, quindi fino alla metà degli anni Ottanta, le pistole delle pompe di rifornimento e i bocchettoni dei serbatoi di tutte le auto avevano diametri uguali, quindi al self-service l’errore era sempre in agguato. L’errore più grave poteva essere rappresentato da un pieno di gasolio in un’auto a benzina, poiché con questo combustibile il motore si blocca, ma oggi questa evenienza è scongiurata. I bocchettoni dei serbatoi hanno ormai da diversi anni diametri differenziati, in particolare quello della “verde” è più piccolo e pertanto è impossibile introdurre del gasolio.

Tuttavia il problema contrario non è scongiurato in caso di distrazione, perché la pistola della benzina entra agevolmente nel serbatoio di una turbodiesel. La gravità dell’errore dipende dalla quantità di combustibile versato, perché di norma un diesel può funzionare senza problemi con percentuali fino all’8-9 % di benzina, senza rischi di danni o di generare emissioni più inquinanti. Questo era addirittura un rimedio usato dai camionisti per evitare il congelamento del gasolio nei mesi più freddi, prima dell’avvento del gasolio invernale.

Se ci accorgiamo di aver sbagliato dopo avere inserito fino a una decina di litri di benzina è sufficiente completare il pieno con gasolio e successivamente fermarsi per un rabbocco ogni 100-150 km, per ridurre fino ad azzerare la percentuale di benzina. Se invece ci si rende conto dell’errore solo quando il pieno è ultimato, non resta che chiamare un meccanico che provvederà a svuotare il serbatoio.

Del tutto impossibile è l’opportunità di errore per chi è alla guida di auto a gas, poiché gli attacchi delle bombole sono molto differenti tra quelli del GPL e del metano. Senza dimenticare che, a differenza di altri Paesi, in Italia non è prevista la possibilità di effettuare rifornimento di gas in modalità self service.

2. Cosa fare in caso di foratura

La foratura di uno pneumatico si può risolvere con calma in meno di mezz’ora almeno nell’80% dei casi. Ma dipende dal tipo di rimedio previsto dal costruttore. Il migliore rimane la ruota di scorta, che con l’aiuto di un cric e di una chiave per rimuovere i bulloni permette di riprendere il viaggio. C’è poi il ruotino di scorta, alternativa che ha il pregio di occupare meno spazio nel bagagliaio; si può montare al posto di tutte le ruote, ma la sua sezione è più ridotta e per questo motivo dopo la sostituzione bisogna mantenere una velocità inferiore agli 80 km/h senza limiti di percorrenza (visto che è una copertura a tutti gli effetti, solo più stretta) ma è sempre buona norma fermarsi dal primo gommista che si incontra sulla strada per riparare o sostituire la gomma forata.

Ruota e ruotino restano i sistemi più validi per proseguire un viaggio dopo una foratura, ma è evidente che l’operazione di sostituzione non si improvvisa, bisogna sapere come effettuare le operazioni, a cominciare dal sollevamento dell’auto, in condizioni di massima sicurezza e indossando sempre il giubbino rifrangente. In caso contrario è meglio non rischiare e contattare l’assistenza stradale. Inoltre, per evitare brutte sorprese nel momento del bisogno, è importante ricordare di ripristinare sempre la pressione anche delle ruote di scorta quando si controlla o si fa controllare da benzinaio o gommista il gonfiaggio delle quattro gomme. Negli ultimi anni, per motivi economici e di spazio, molti costruttori adottano sistemi alternativi ancora più compatti: compressori che iniettano liquido sigillante, oppure bombolette gonfia e ripara. Molti automobilisti lo scoprono solo nel momento del bisogno, mentre è importante esserne a conoscenza, perché se da una parte risultano più semplici e pratici da usare, dall’altra garantiscono la riparazione solo in presenza di fori nella zona del battistrada, mentre sono del tutto inefficaci in presenza di tagli, oppure di buchi sui fianchi della gomma.

Un’ultima soluzione presente su alcuni modelli è rappresentata dagli pneumatici runflat, i cui fianchi sono progettati per non cedere anche quando la pressione scende a zero a seguito di una foratura. Le reazioni dell’auto in questo caso non cambiano e l’inconveniente è segnalato da una spia sul cruscotto (obbligatoria) che si accende. Per motivi di sicurezza percorrenze e velocità devono essere limitate: di norma è sconsigliato percorrere più di 80 km a 80 km/h prima di provvedere alla riparazione.

3. Cosa fare quando la batteria si scarica

L’accensione del simbolo della batteria non indica un problema all’accumulatore, ma al generatore che ha il compito di ricaricarla. Quando non fornisce energia bisogna verificare se il livello di liquido negli elementi è corretto ed eventualmente va ripristinato con acqua distillata. L’operazione non può essere effettuata se si tratta di un modello sigillato, che non dispone di tappi apribili. Con la batteria scarica si può ripartire utilizzando una coppia di cavi da collegare a un’auto “donatrice”, facendo attenzione a non invertire la polarità. A questo proposito bisogna tenere presente che bisogna collegare tra loro i morsetti con lo stesso simbolo delle due auto. Si agganciano le pinze rosse ai morsetti sulle batterie con il segno “+”, e il cavo nero deve unire i due “-“. 
I movimenti devono essere decisi, senza indugiare, per evitare di generare scintille e di provocare un corto circuito. Bisogna inoltre ricordare che per avviare un motore diesel, anche di piccola cilindrata, è necessario collegarsi a un altro veicolo diesel, altrimenti la potenza fornita potrebbe non essere sufficiente.

4. Come individuare i piccoli guasti del sistema elettrico

Oggi le uniche panne di natura elettrica possono derivare dalla bruciatura di una lampadina, o di un fusibile di protezione di un servizio, come per esempio il motore del tergicristallo o del sistema di ventilazione. Tutti gli altri sono causati dall’elettronica e possono essere identificati solo con la diagnosi da un elettrauto. Rimediare alla rottura di un fusibile è relativamente semplice, a patto di avere a bordo il set di ricambi elettrici, con lampadine e fusibili, appunto. Una volta identificato il servizio in crisi, si cerca la mappa sul libretto di uso e manutenzione (che indica anche la posizione), si identifica il numero corrispondente e si provvede alla sostituzione semplicemente estraendo quello danneggiato e spingendo al suo posto quello nuovo.

5. Come comportarsi in caso di perdita di liquidi

I liquidi fondamentali per il funzionamento di un motore sono il liquido di raffreddamento e l’olio. Se si accende una delle spie collegate, è necessario fermarsi immediatamente e ripristinare i livelli (in caso di emergenza si può usare acqua al posto del liquido per radiatore), ma solo dopo avere atteso che il motore si sia raffreddato per evitare che aprendo i tappi la pressione possa far uscire liquido e olio bollenti, e causare ustioni anche gravi.  Di norma il livello di questi liquidi non cala, se non in presenza di fori nei condotti e danni più gravi al motore, almeno sulle auto di nuova generazione. Per quelle più datate, invece, è più facile che si debba provvedere periodicamente a qualche rabbocco, indipendentemente dagli intervalli fissati per la sostituzione. Per questo motivo, prima di ogni viaggio importante è verificare il livello di tutti i liquidi, compresi quelli dell’impianto frenante e della vaschetta lavavetro. A proposito di cambio olio, le scadenze variano da costruttore a costruttore; sulle auto più recenti si può arrivare a 30.000 km e l’indicazione è riportata automaticamente da una spia sul cruscotto. Per i motori più datati, invece, si parla in media di intervalli di 10.000 km.

Anche in tema di liquidi è fondamentale sapere dove vanno versati e a questo proposito sono molto utili le icone (uguali per tutti i costruttori) presenti sui tappi e chiaramente illustrate sui libretti di uso e manutenzione.



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In tutte le situazioni è consigliabile avventurarsi nella risoluzione dei problemi di natura meccanica solo se si dispone di una discreta manualità e si ha la certezza di intervenire nel modo corretto sulla parte interessata. Altrimenti non si può fare a meno di rivolgersi a un meccanico perché anche piccoli inconvenienti possono trasformarsi in danni più gravi.

In ogni caso, è consigliabile scegliere un contratto di assicurazione che preveda anche una garanzia specifica per i guasti meccanici.


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